Transnistria 2016 – Viaggio in auto e con la famiglia (Parte 2)

(Leggi la Parte 1)

03/04 Agosto 2016

Percorriamo i primi metri di Transnistria ma ci dobbiamo già fermare davanti al cartello con la scritta PMR (Pridnestrovian Moldavian Republic) ed i limiti di velocità, ora mi resta da fare solo la foto davanti al cartello di Tiraspol all’ingresso della città.

Fatte le foto ripartiamo, in questo momento siamo nel distretto di Bender e, per arrivare allo stadio dello Sheriff che si trova all’inizio di Tirapsol, ci vorranno circa 15 minuti.  Dopo aver fatto qualche Km accendiamo la telecamera del telefono per fare qualche ripresa e un po di foto.
La cosa che subito ci colpisce è quel senso di calma e tranquillità attorno a noi e soprattutto le poche auto in giro, sembra che il mondo caotico lo abbiamo lasciato alle spalle. Vediamo anche il primo distributore della Sheriff ed un supermercato appartenente alla stessa catena. La strada è ottima e vediamo anche il primo cartello di Odessa! Proseguiamo con eccitazione il nostro viaggio, ed arriviamo ad una grossa piazza che precede di poco il fiume Dnestr (Dniestr), quello che dà il nome alla Transnistria chiamata anche Transdniester, Trans-Dniestr or Transdniestria proprio perché si trova tra il fiume Dnestr e l’Ucraina.

 

 

Ora c’è un’ultima curva e Dmtri mi dice di mettere via la telecamera infatti davanti a noi c’è un check point con i soldati russi, proprio prima del ponte sul fiume. Bisogna rallentare e fermarsi ma non faranno nessun controllo. Mi verrà spiegato dopo che i russi non possono fare i controlli come la polizia ma possono fermare nel caso ritengano ci sia una situazione particolare o di pericolo.  Passiamo il check point , anche qui c’è un veicolo armato, ed attraversiamo  il ponte di questo fiume, ed ufficialmente siamo entrati in Transnistria

Forse è meglio fare una precisazione. La Transnistria comincia proprio da questo ponte mentre la dogana si trova nella regione di Bender, che potrebbe essere considerata una zona cuscinetto tra i due paesi, Moldova e Transnistria.

Passato il ponte già in lontananza vediamo il complesso sportivo dello Sheriff, e vediamo anche il cartello, molto grande, con il nome della città, Tiraspol.  Anche qui una foto non poteva mancare.

Entriamo nel complesso, che si presenta subito incredibile, moderno e bellissimo. Parcheggiamo la macchina ed incontriamo la nostra guida che parla solo russo e quindi Dmitri farà da interprete.

Iniziamo la visita con un giro ai bagni… e mentre li cerchiamo vediamo anche l’ufficio della Fifa. Iniziamo il nostro tour con lo stadio principale dove ci viene permesso di andare sul campo. Proseguiamo poi con lo stadio più piccolo e quello al coperto. Poi la piscina, l’hotel da fuori, l’accademia e gli stadi di allenamento ed infine al negozio a fare un po’ di acquisti!  Qui vicino incontriamo uno dei guardiani che ha vissuto in italia e si mette a parlare con noi in italiano. Era sorpreso che una famiglia di italiani sia giunta fino in Transnistria in auto.

Dopo la visita prendiamo la macchina ed andiamo in città, arriviamo sullo stradone principale quello dove fanno la parata ogni anno per l’anniversario dell’indipendenza. Qui vediamo il parlamento con l’immensa statua di Lenin, prima volta che i miei figli ne vedono una, poi vediamo il famoso cartello con il Coat of Arm e gli anni di indipendenza (1990 – 2016), il carro armato della guerra indipendenza ed il monumento ai caduti. Aver visto per anni queste immagini ed ora trovarsi qui è una sensazione particolare…

Ma non è ancora finita… eccoci davanti alla Dom Sovietov, ovvero la casa dei Soviet!!  Che momento emozionante, aver solo sentito parlare dei Soviet nei libri storia ed ora avere un edificio proprio qui davanti!  Ritorneremo dopo per una foto. Proseguiamo ed arriviamo all’alloggio, un appartamento in un classico edificio stile sovietico in centro, che si trova in Lenin street. Ho notato che molte strade hanno nomi che ricordano molto il periodo Sovietico come Strada Sovietic, Strada Karl Marx , Strada 25 Ottobre, Bulevard Gagarin, Strada Gorki etc. L’ appartamento è molto carino, a noi viene data una stanza con sei letti con il balcone con vista sulla macchina, poi c’è una cucina, il bagno, internet, la lavatrice ed un vecchio telefono, di quelli che si usavano negli anni 80, dove per comporre i numeri si girava la ruota. I miei figli non ne avevano mai visto uno ed ho dovuto spiegare loro come funziona.

Il tempo di lasciare le nostre cose e con la macchina andiamo a visitare i genitori di Dmitri che sono poco fuori dal centro in una villetta. Dopo la visita dei genitori parcheggiamo la macchina davanti ad un supermercato dove cambiamo anche i soldi, 100 Euro che al cambio di 14.5 rubli /Euro, ci danno quasi 1500 Rubli, che qui sara difficile spendere.

In giro c’è una calma indescrivibile, ci sono anche poche persone che passeggiano, poche auto in giro, facciamo addirittura delle foto in mezzo alla strada principale perché non passa nessuno! Quello che colpisce è il contrasto tra l’aspetto sovietico e l’aspetto moderno, con edifici nuovi, bellissimi ristoranti, supermercati ecc.

Entriamo poi in un negozio di libri e souvenir, entrando sembra di aver attraversato la macchina del tempo
La prima cosa che mi viene in mente da chiedere è:  “scusi ma in che anno siamo??” L’arredamento, l’atmosfera, le persone tutto è rimasto fermo a 30/40 anni fa.

Acquistiamo qualche calamita, anche se non c’è molta scelta, due bandiere, una russa ed una transnistriana e altre piccole cose. Mi stupisce il fatto che la signora fa i conti usando un vecchio pallottoliere. Proseguiamo il nostro giro e passiamo davanti ad un ristorante lussuoso, si chiama Mafia – I valori della famiglia – Cucina Italiana e Giapponese. Intanto Dmtri ci racconta alcune cose come per esempio che qui non si può acquistare una sim card locale ma bisogna acquistare un telefono che viene programmato per essere usato solo qui. Il roaming europeo non funzione, infatti i nostri telefoni sono senza connessione, ci sentiamo un po’ tagliati fuori dal mondo.

Facciamo altri giri ed visitiamo un bellissimo parco con vecchie giostre tra cui una grande ruota, sembra quella che c’è a Pripyat. Infine entriamo in un supermercato della Sheriff per acquistare qualche cosa, è piccolino, ma ci sono tantissimi prodotti, alcuni sono locali altri moldavi,  tedeschi , ucraini e altri paesi.
Non abbiamo molto tempo e dopo gli acquisti, decidiamo di tornare alla macchina utilizzando la Marshrutka, mezzo di trasporto molto diffuso nei paesi dell’Europa orientale. Per mia moglie ed i ragazzi è la prima volta che la usano. Il prezzo è di circa 30 centesimi a persona. I ragazzi si siedono dietro, e sono eccitati da questa nuova esperienza.

Arriviamo alla macchina ed andiamo direttamente al ristorante a mangiare che si chiama “Volna
Appena entrati facciamo immediatamente un altro passaggio nella macchina del tempo!  L’ arredamento, la proprietaria, l’atmosfera, lo stile, il bagno… il tempo si è fermato… che meraviglia, we are back in the USSR!!
Sembra tutto preparato per i turisti invece è tutto vero,  perché turisti qui  non ce ne sono! Mangiamo ovviamente cibo russo, Borscht e Shashlik e durante tutto il tempo siamo accompagnati da musica rigorosamente russa!
Dopo questa ricca cena, torniamo a casa, ma ho un po di timore ad accompagnare Dmitri  dai suoi genitori, in quanto al ritorno ho paura che se qualcuno ci dovesse fermare per qualche cosa, magari un controllo, non avrei  modo di comunicare e chiamarlo. Ma per lui nessun problema ad andare a casa a piedi. Appuntamento per il giorno dopo alle 7  allo stesso ristorante per fare colazione e per fare altre visite.

Durante la notte forse per l’eccitazione o forse per qualche timore, non riesco a dormire bene ed ad un certo punto, credo all’una di notte, tutte le luci in strada si sono spente! Un buio ed un silenzio incredibili! Non sembrava affatto di trovarsi nel centro di una città, ma nel mezzo di un luogo sperduto.

Il giorno dopo carichiamo la macchina ed andiamo fare colazione dove incontriamo Dmitri.  Per prima cosa visitiamo le Piramidi, che si trovano lungo la strada per Odessa. Queste sono un luogo mistico dove una volta dentro bisogna sdraiarsi su dei lettini, prendere in mano dei tubi di ferro e rilassarsi. Si dice che l’energia cosmica passa attraverso la piramide e viene trasferita a coloro che ci entrano. Luogo da vedere assolutamente. Purtroppo anche qui il tempo ci è nemico e dobbiamo andare via presto. Al ritorno verso Tiraspol, ci fermiamo a fare molte foto davanti al cartello all’ingresso della città e poco dopo veniamo anche fermati dalla polizia per un controllo.

Giunti in centro Dmitri ci porta al mercatino locale, dove troviamo molti prodotti tipici dell’ URSS tra cui vecchi libri, banconote, divise dei soldati ecc. I prezzi sono sempre negoziabili e sono molto bassi. Ho acquistato due vecchi libri di Lenin, uno del 1974 a solo 15 centesimi! Prima di uscire dalla Transnistria ci fermiamo davanti alla Casa dei Soviet, al Parlamento (parcheggio proprio davanti), al monumento ai caduti, al carro armato ed infine diamo uno sguardo veloce alla spiaggia.

Verso le 1200 ripartiamo in direzione Chisinau, Moldova, in quanto il nostro permesso scade alle 14 e non vogliamo arrivare all’ultimo momento. Con dispiacere lasciamo Tiraspol ed arriviamo in tempo al confine, usciamo senza problemi e ritorniamo alla capitale, in mezzo al caos. Che differenza passare da quel mondo cosi tranquillo a questo cosi caotico. Lasciamo Dmitri che ritorna alla sua auto con la quale ci farà strada fino a fuori città, meglio cosi sarà tutto più semplice per noi. Una volta fuori ci salutiamo e mentre noi proseguiamo verso la Romania lui torna a Tiraspol. La nostra prossima meta è ora la capitale romena, Bucarest.

Cosa dire di questa esperienza a Tiraspol? Difficile spiegare la sensazione provata,come ho già detto sembra di fare un tuffo nel passato, poi  la calma, la tranquillità, l’immenso complesso sportivo, il contrasto tra  lo stile moderno e quello sovietico, la gente semplice e cordiale, e soprattutto ci siamo sempre sentiti sicuri ad andare in giro, mi chiedo perché sul sito di Viaggiare Sicuri sconsiglino i viaggi in questo paese.  In Transnistria ci è sembrato di essere in un mondo parallelo a quello  in cui viviamo tutti i giorni, un mondo totalmente diverso a quello a cui siamo abituati, forse migliore? forse peggiore? Dipende dai punti di vista… una cosa è certa… noi ci ritorneremo!

(Leggi la Parte 1)

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Davide Scalzo

Laurea in Economia e Commecio, Blogger e Traveller (by car only!). I suoi interessi spaziano dalla storia alla geografia dalla geopolitca alla Russia. Segue con attenzione tutto quello che sta accadendo in Europa dopo lo scioglimento dell'Urss. Ha una grande passione per il Caucaso, "un'affascinante terra le cui origini si perdono nella leggenda... come le cime delle sue montagne svaniscono nelle nubi"