L’arrivo a Port Kavkaz, Russia, ed il traghetto per la Crimea

Estratto da: Russia in Auto di Davide Scalzo (Capitolo 15) – Settembre 2011


L’ultimo Check Point

Ecco sono arrivato al punto in cui la strada va verso sinistra dove poco più avanti ci sarà il traghetto. Questa strada, guardando la mappa, è un piccolo fazzoletto di terra in mezzo al mare. Ma prima di cominciare a percorrerla, c’è da passare un posto di blocco costituito da un edificio sulla destra, da una sbarra che è aperta e da un chiaro segnale di STOP. Ricorda un po’ uno dei due posti di blocco che c’erano sulla strada da Kirkenes a Murmansk, non è una dogana, comunque bisogna fermarsi, davanti a me ci sono alcune auto.

Arriva il mio turno e per la prima volta mi hanno chiesto la patente, l’assicurazione della macchina, oltre al solito passaporto, carta di immigrazione ed il libretto dell’auto che i russi chiamano паспорт машина (passport maschina), ancora non ho capito se questo è il termine corretto in russo oppure un modo di farsi capire dagli stranieri mettendo insieme le parole “passport” e “maschina (auto)”. Chiedo se c’è la possibilità di fare rifornimento lungo questa strada, ma l’agente mi risponde con un Niet. Non importa, la farò in Ucraina. Sono veramente ormai le ultime ore in Russia. Prima di lasciare il paese, vorrei usare ancora una volta internet, visto che ho una chiavetta.
Viaggiare su questa strada sembra andare in direzione del nulla, non c’è nessuno!

“Ma ci sarà un traghetto?”

Finora non ho ancora visto macchine con targa straniera, nemmeno un’auto ucraina. Certo che non mi posso aspettare tante auto con targa europea da queste parti e per di più all’inizio di ottobre! Ciò che ora mi preoccupa un po’ è comprare il biglietto per il traghetto, perché sono sicuro che nessuno parlerà inglese, comunque, come al solito, in qualche modo me la caverò.


Ma dov’è la strada per l’Ucraina?

Ora per arrivare al porto ci sono circa 5/6 Km, alla mia destra c’è la ferrovia ed il mare mentre alla mia sinistra, a pochi metri, c’è il mare e quella che potrebbe sembrare una spiaggia, ma non c’è nessuno, ovviamente. Sono sempre sulla M25/E47. Sono ormai le 8.45, ho appena passato una piccola strada sulla destra, chissà dove porterà? Un cartello dice dritti verso Port Kavkaz, che è la mia meta, mentre a destra riporta морвокзал (Morvokzal), mi domando: che cosa significa? Nel dubbio proseguo dritto, ma non c’è proprio più nessuno e la cosa che mi preoccupa un po’, per giunta anche la ferrovia si è spostata sull’altra strada, sono nel posto giusto? Non mi posso perdere proprio qui!

Ah, ecco, il cartello Port Kavkaz, allora sono nel punto giusto, almeno credo, proseguo per un altro Km e alla mia sinistra ci sono dei silos, ma del traghetto neanche l’ombra, “come cacchio ci arrivo in Ucraina??”
Ecco sono arrivato dove c’è un edificio con un piccolo parcheggio, però non mi sembra il posto giusto… Proseguo, passo un chiosco ed un cancello, poi non c’è più nulla!
“Ma dove sono finito?” Torno indietro e vedo un tipo vestito da doganiere, gli chiedo “Gde doroga k Ukraine (dov’è la strada per l’Ucraina?)”

Fortunatamente mi capisce e mi dice di ritornare indietro per 2 Km ed imboccare la strada sulla sinistra, proprio quella che non avevo preso prima! Dopo averlo ringraziato, mi fermo un attimo ad usare internet e postare l’ultimo messaggio su Facebook, con il traduttore voglio proprio vedere cosa significa “морвокзал”. Ah, ecco la traduzione in italiano mi dà “ Porto di Mare” o in inglese” Sea Port”. Tutto chiaro quindi, il traghetto si prende proprio là, mentre qui ci sono gli uffici della dogana. Finalmente imbocco la strada giusta. Si vede chiaramente dall’altra parte l’Ucraina, sembra di essere sullo stretto di Messina, le due coste sono cosi vicine! Ovviamente mi fermo a fare qualche foto, il cielo è molto nuvoloso, sulla spiaggia ci sono molte dune, ormai sono proprio arrivato alla fine della Russia, vedo da lontano delle costruzioni che sembrano dei grossi contenitori, forse per la benzina, ma del traghetto nemmeno l’ombra!


Biglietteria caotica… tutto il mondo è paese

Mi sto avvicinando sempre di più, vedo degli edifici davanti a me, sulla destra qualche macchina parcheggiata, il posteggio degli autobus, vedo alcune auto in colonna in attesa di imbarcarsi anche se non noto il traghetto. Davanti a me osservo un cancello grigio chiuso con un segnale di senso unico, un edificio moderno con scritto Porto di Mare, in russo ovviamente, e le auto in colonna sulla destra dello stabile.
“Allora, che cosa fare prima?”

Decido di parcheggiare vicino all’ingresso di questa struttura e di entrarci. Per accedervi c’è una specie di veranda con dei tavolini, ed all’entrata, sul muro, vedo esposti i prezzi del traghetto: attorno ai 1350 Rubli, mi sembra che ce ne sia uno ogni 2 ore. Arrivo finalmente alla biglietteria, ci saranno una sessantina di persone in attesa, mi sembra proprio di essere all’ufficio postale del mio paese! Mi metto in fila e chiedo se qualcuno parla inglese beccandomi il solito Niet! Comunque tutti si dimostrano molto disponibili, parlano con me, anche se capisco si e no il 10%, con un russo poi ci siamo messi a giudicare la bellezza di tutte le ragazze in fila peri biglietti… quando si parla di donne ci si riesce sempre a capire!!

Il tempo passa, ogni tanto esco a farmi un giro, facendomi naturalmente tenere il posto. Poco dopo arriva un tipo che si siede ad un tavolo e comincia a tirare fuori delle carte, vedo che si tratta di assicurazioni per l’auto. Gli chiedo se parla inglese, mi risponde finalmente con uno YES! Domando se posso acquistare l’assicurazione per la mia auto per l’Ucraina, ma dice che queste polizze sono solo per le auto con targa russa, ed in ogni caso una volta arrivato al porto di Kerch, in Ucraina, avrei trovato un chiosco che vende le  polizze. Ne approfitto anche per chiedergli se mi dà una mano con la lingua quando viene il mio turno alla cassa ed anche in questa circostanza si mostra disponibile con un bel YES. Mi sento rilassato perché c’è qualcuno che parla inglese, certo che in questi momenti ti rendi conto quanto sia brutto non riuscire a parlare il russo!

Ad un certo punto la gente comincia a lamentarsi ed ad urlare con un tipo che sembra essere un addetto ai traghetti, tutti si scagliano contro di lui, non so bene cosa stia succedendo, per cui chiedo al tipo di prima che in inglese mi spiega di come le persone si lamentino perché a causa della lentezza della donna alla cassa ora perderanno il prossimo traghetto. Accidenti, mi sembra proprio di essere all’ufficio postale, dove le impiegate sono lentissime, si deve aspettare ore ed ore, e pur avendo il numero di attesa, la gente riesce ugualmente a confondersi su chi c’è prima e chi c’è dopo! Certo tutto il mondo è paese!

Finalmente arriva il mio turno, ma dell’assicuratore che parla inglese non c’è più traccia, fa niente, mi arrangerò da solo. Consegno i soldi, tanto ho già visto il prezzo, passaporto e libretto auto, la donna mi chiede qualcosa, mi sembra che voglia vedere l’assicurazione auto per l’Ucraina. Il conto totale è di circa 1600 Rubli (auto + passeggero). Tutto bene, mi riconsegna il resto, il biglietto e tutti i documenti. Comincio a rendermi conto che appena passerò quel cancello, la Russia sarà solo un bel ricordo, nel giro di pochi secondi mi passano davanti le immagini delle settimane trascorse qui, le strade, le persone incontrate, i luoghi visitati e molto altro ancora.

 

Arrival in Port Kavkaz

Russia Port Kavkaz

Port Kavkaz Anapa

Driving Farout

TheScalzoFamily

Davide Scalzo

Laurea in Economia e Commecio, Blogger e Traveller (by car only!). I suoi interessi spaziano dalla storia alla geografia dalla geopolitca alla Russia. Segue con attenzione tutto quello che sta accadendo in Europa dopo lo scioglimento dell'Urss. Ha una grande passione per il Caucaso, "un'affascinante terra le cui origini si perdono nella leggenda... come le cime delle sue montagne svaniscono nelle nubi"