Il Caucaso

Quando si parla del Caucaso la prima cosa che viene in mente è una catena montuosa come  i Pirenei, i Carpazi, i Balcani, gli Urali, per citarne alcune. Chi ha una minima conoscenza di geografia sicuramente sa che il Caucaso divide l’Azerbaijan e la Georgia dal sud della Russia, per essere più precisi possiamo aggiungere anche Ossezia del sud e Abcasia

In realtà con il termine Caucaso si intende molto di più di una semplice catena montuosa, infatti lo possiamo definire come una regione unica al mondo.

Il Caucaso è un mosaico di lingue, culture, religioni, costumi, usanze e tradizioni  che si ritrova compreso in uno spazio piccolo. E’ un mosaico che è stato molto instabile nel passato, per esempio le due guerre Cecene (1994-1996 e 1999-2000) e la strage di Beslan (2004) per citare due avvenimenti importanti, ma nonostante tutto è un incredibile esempio di convivenza. Basti pensare alla varietà di religioni presenti, dove a pochi km di distanza convivono ortodossia, islamismo, ebraismo ma anche antichi rituali pagani.

Il Caucaso è stato per millenni un luogo di incontro e scontro tra Europa e Asia, tra Cristianesimo e Islamismo, un luogo dove grandi imperi della storia  (Unni, Avari, Romani, Mongoli, Arabi, Persiani, Ottomani Bizantini ed altri) hanno lasciato un segno  che neanche il dominio russo, prima zarista e poi sovietico, e’ riuscito  negli ultimi due secoli, a cancellare.

Possiamo definire il Caucaso prendendo in prestito una frase di Winston Churchill  riferita ai Balcani.  “I Balcani producono più storia di quanta ne consumino”. Basta sostituire la parola Balcani con Caucaso, ed avremo una perfetta definizione della regione caucasica.
Anche i Balcani vanno visti come regione e non come catena montuosa, proprio come nel Caucaso, qui gli invasori, i coloni, i mercanti passati da queste terre nel corso dei secoli, hanno creato un intricato e complesso mosaico di culture, società, religioni, etnie e conflitti.

In senso geografico la catena del Caucaso si estende dal Mar Nero e dal Mar d’Azov fino al Mar Caspio, ma se lo prendiamo come regione, allora possiamo dire che copre un territorio di circa 700 Km da nord a sud e circa 800 Km da est a ovest con una superficie totale di circa 440000 Km  quadrati.

La regione viene divisa in due parti: il Caucaso settentrionale ed il Caucaso meridionale.

Il Caucaso Settentrionale, fa parte della Federazione Russa, ed è conosciuto anche come “Ciscaucasia” e comprende la maggior parte della catena montuosa. Fanno parte di questo territorio le Repubbliche Autonome di Adygea, Circassia, Kabardino-Balcaria, Ossezia del nord, Inguscezia, Cecenia e Daghestan, che benché facciano parte della Federazione Russa, godono di una certa autonomia. Oltre a queste ci sono anche i distretti federali di Starvropol e Krasnodar. Quest’ultimo comprende la famosa città di Sochi. Inoltre nel Caucaso troviamo anche la montagna più alta d’Europa, il Monte Elbrus che arriva a 5642 metri di altezza.

Il Caucaso meridionale è conosciuto anche come “Transcaucasia” e comprende la Georgia, Azerbaijan e l’Armenia ed inoltre le regioni separatiste di Abcasia e Ossezia del sud che ufficialmente fanno parte del territorio della Georgia ed il Nagorno Karabakh conteso tra Armenia ed Azerbaijan.  Il Caucaso meridionale confina a nord con la Federazione Russa, a sud ovest con la Turchia, mentre a sud / sud ovest con l’Iran, ad est con il Mar Caspio ed a Ovest con il Mar Nero. Fra le montagne più alte troviamo il Monte Kazbek in territorio georgiano, che raggiunge i 5033 metri

Le origini della storia del Caucaso si perdono nella leggenda,
come le cime delle sue montagne svaniscono nelle nubi

Gli antichi credevano che il Caucaso fosse ai confini del mondo e che le sue vette potessero toccare il cielo. Infatti, una leggenda racconta che per punire il gigante Prometeo, che rubò il fuoco al cielo per darlo agli uomini, Giove ordinò a Vulcano di incatenarlo presso una montagna del Caucaso, dove un’aquila gli divorava il fegato che continuamente ricresceva.

Il Caucaso trovandosi tra due mari, era come un ponte tra l’Asia e l’Europa, e per molto tempo costituì il punto d’incontro tra diverse civiltà. Spesso furono gli invasori stessi, che affascinati dalla bellezza di questa terra, deciso di rimanervi. Ma anche grandi scrittori russi come Puskin, Lermontov e Tolstoj furono affascinati da questa terra a cui dedicarono molte delle loro opere.

Fu proprio grazie a Puskin che il Caucaso venne conosciuto nel resto della Russia, infatti nel 1822 dopo il suo soggiorno a Pyatigorsk, decise di scrivere la sua opera “Il prigioniero del Caucaso” che racconta di un giovane russo di una famiglia ricca, che si ero stancato della vita nelle grandi città imperiali, e che quindi decise di trasferirsi nella regione del Caucaso.
Qui venne catturato e condotto in un villaggio sperduto e fin dall’inizio è spaventato dai costumi e dalle usanze di queste persone ma poi ne cominciò ad apprezzare il fascino unico. Qui conobbe una bellissima ragazza che poi lo aiuterà a fuggire, ma che poi abbandonerà e questa per il dispiacere si suiciderà. Il giovane riesce poi a ritornare in territori a lui più familiari.

Il Caucaso dopo l’opera di Puskin, smise di essere una frontiera immaginaria e divenne un luogo reale, suggestivo e anche pericoloso, ma grazie alle informazioni riportate nell’opera, era possibile esplorarlo, addentrarvisi e soprattutto comprenderlo.

Per Puskin il Caucaso non rappresentava una semplice fuga, ma bensì una liberazione dalle regole di una società imperiale limitata e arida e, dal dispotismo di un imperatore.

Dopo di lui molte persone furono mandate a combattere  contro i Daghestani e Ceceni ad ovest e i Circassi e gli Abcazi ad est. Alcuni scrissero delle memorie mentre altri utilizzarono la letteratura per esprimere il significato di quella guerra. Fra questi emerse lo scrittore-soldato Michail J. Lermontov.

Lermonotov a differenza di Puskin che aveva conosciuto il Caucaso da Pyatigorsk parlando con la gente,  partecipò di persona alle guerre caucasiche in particolare contro la Cecenia e scrisse diverse opere. Particolare fu  “La disputa” dove immaginava un discorso tra i due monti, l’Elbrus che si trova nella parte occidentale del Caucaso e il Kazbek che si trova nella parte orientale.

Infine Tolstoj, che partecipò come Lermonotov alla guerra. Fra le sue opere caucasiche ci fu “Il taglio del bosco” dove si diverte a raccontare, nei suoi periodi di licenza a casa, storie inventate sul Caucaso. Infatti in quel periodo si sapeva ben poco di quella regione e tutti gli chiedevano sempre informazioni.
Tolstoj per esempio diceva che c’era una popolazione chiamata i “Tavlincy” che mangiavano pietre al posto del pane  e che avevano un occhio solo sulla fronte, oppure i “Mumry” che stavano sempre in coppia tenendosi mano nella mano fin dalla nascita

Tutti erano affascinati dal Caucaso, ma la cosa che colpiva maggiormente le persone con cui parlava, era  il fatto che Tolstoj raccontava che c’erano montagne (e questo era vero) dove la neve non si scioglieva mai, neanche in estate

Ed infine cosa dire della storia del Caucaso?

Sicuramente che è molto complessa in quanto per millenni il territorio ha subito invasioni da popolazioni diverse, dai Mongoli agli Arabi dai Romani agli Ottomani, dai Persiani ai Tedeschi, dagli Avari ai Russi ecc. Inoltre una delle maggiori difficoltà a raccontare la storia del Caucaso consiste nel fatto che gli storici tendono a a dare una visione nazionalistica del loro territorio e quindi non sempre c’è un giudizio obbiettivo su come si siano svolti realmente i fatti.

Nonostante tutte le difficoltà nel tracciarla, la storia del Caucaso è forse una delle più interessanti di tutti i tempi, grazie alla sua posizione, la regione è sempre stata una via di passaggio tra Europa, Asia, Medio oriente ma anche Africa. Gli storici hanno cercato di dividere la storia in quella del Caucaso Settentrionale, storicamente sotto la sfera di influenza degli Sciti e poi della Russia, mentre quella del Caucaso meridionale sotto l’influenza della Persia e degli Ottomani.

All’inizio del 1770 i russi cominciarono  ad estendere i loro domini arrivando nel Caucaso. In quegli anni comincia a delinearsi quella che diventerà la situazione ai giorni nostri. I russi controllavano buona parte del nord del Caucaso, mentre a sud est c’erano i persiani ed a sud ovest gli ottomani. In mezzo c’erano ancora molte popolazioni indipendenti. Tra il 1817 e il 1864 (Guerre Caucasiche) i russi riuscirono a strappare i territori agli ottomani ed ai persiani ed estendere il loro territorio fino oltre il sud del Caucaso. Non senza difficoltà perché due regioni opposero una forte resistenza, il Daghestan e la Cecenia.

In conclusione si può affermare che considerare il Caucaso una semplice catena montuosa, è molto riduttivo. E’ un luogo affascinate e ricco di storia, dove per molti secoli si sono incontrati e scontrati molti popoli di razze e costumi diversi, e ognuno di essi ha lasciato la sua impronta… un’impronta che possiamo vedere tuttora. Il Caucaso è un luogo che vale la pena di visitare almeno una volta nella vita.

 

Davide Scalzo

Laurea in Economia e Commecio, Blogger e Traveller. I suoi interessi principali sono la storia, la geografia e la geopolitica. Segue con attenzione tutto quello che sta accadendo in Europa dopo lo scioglimento dell'Urss. Ha una grande passione per il Caucaso, "un'affascinante terra le cui origini si perdono nella leggenda... come le cime delle sue montagne svaniscono nelle nubi"